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Fasi e attività
Le attività proposte hanno la finalità di integrare la dimensione ambientale nel processo di sviluppo del territorio e mirano, inoltre, a contribuire alla lotta contro la desertificazione e alla preservazione della biodiversità locale mediante misure di preservazione, di valorizzazione e di promozione di un uso razionale delle risorse. Al fine di esperire le suddette attività e perseguire i migliori risultati possibili, l'Osservatorio delle Acque collabora con il mondo scientifico (Università locali) e con l'ENEA per l'attività di gemellaggio internazionale. Il progetto si articola in 5 distinte fasi, suddivise in specifiche attività, di seguito riportate in dettaglio:

FASE A: Raccolta e descrizione dei dati disponibili.
  1. Raccolta delle informazioni relative ai processi di erosione accelerata, alla vulnerabilità alla siccità e alle deficienze idriche e alla desertificazione presenti in precedenti studi (compreso il PAL);
  2. Acquisizione presso gli Enti locali (Amministrazioni Regionali, Università, etc.) della cartografia tematica disponibile, nonché delle pubblicazioni scientifiche relative alle aree di interesse;
  3. Implementazione del DB dell'Ufficio, attraverso l'informatizzazione delle informazioni puntuali acquisite e quindi rese disponibili per le relative elaborazioni, nonché per la diffusione via web.
FASE B: Individuazione e delimitazione delle aree a rischio di desertificazione in Sicilia ed individuazione delle misure di mitigazione.
  1. Analisi critica delle esperienze condotte in Sicilia in tema di rimboschimenti, pratiche antierosive, sistemazione versanti, vincoli idrogeologici, lotta alla salinizzazione dei suoli, ecc.;
  2. Definizione di criteri e metodi per l'identificazione delle aree a rischio di desertificazione con la collaborazione delle varie istituzioni tecnico-scientifiche coinvolte.
FASE C: Definizione degli interventi nelle aree a rischio.
  1. Redazione di bilanci idrologici, valutazione delle risorse utilizzabili ed analisi delle alternative di approvvigionamento idrico a scopo irriguo con il fine di ridurre l'impiego di acque salmastre;
  2. Proposte di riforestazione e sistemazione nelle aree a rischio di desertificazione, di lotta alla salinizzazione dei suoli nelle aree irrigue e possibilità di riuso delle acque reflue;
  3. Monitoraggio degli acquiferi ed analisi dei problemi di sovrasfruttamento, miglioramento dell'efficienza dell'irrigazione (distribuzione e pratiche agronomiche) e possibilità di uso congiunto di acque superficiali, sotterranee e reflue.
FASE D: Realizzazione di un intervento sperimentale e dimostrativo di prevenzione e mitigazione.

Con l'auspicio che gli agricoltori possano disporre di acque di buona qualità per uso irriguo, l'attività di studio e ricerca ha lo scopo di mettere a punto alcune tecniche di utilizzazione di acque salmastre, con sperimentazione anche a livello internazionale, che possano mitigare gli impatti negativi dell'uso di tali acque.
Dalla letteratura relativa a tale problematica, nonché da recenti studi e valutazioni, è stato possibile individuare la possibilità che acque non convenzionali, in passato considerate inutilizzabili ai fini irrigui, possano essere usate con successo senza rischi sia per le colture che per i suoli, adottando adeguate tecniche di gestione dell'irrigazione. Una di queste tecniche consiste nella miscelazione di acqua salmastra con acqua di buona qualità in modo da irrigare la coltura con un'acqua avente una minore salinità di quella disponibile; così facendo si possono eliminare o ridurre gli impatti negativi sia sulla fertilità del suolo sia sulla produttività quali-quantitativa della coltura stessa.
A tal uopo, appare opportuno effettuare, nell'ambito del progetto pilota, un intervento sperimentale e dimostrativo in un'azienda agricola sita nella piana di Licata. Tale intervento riguarderà il Monitoraggio della salinità del suolo in un'azienda irrigata con acque piovane miscelate con acque salmastre locali;.
L'obiettivo specifico è quello di mettere a punto una tecnica di miscelazione delle acque e di gestione dell'irrigazione da suggerire agli agricoltori della zona per mitigare gli impatti negativi derivanti dall'uso di acque salmastre. Durante la sperimentazione, infatti, si avrà la possibilità di studiare e suggerire delle tecniche di raccolta delle acque piovane più adeguate alle caratteristiche della zona.
Le limitate risorse finanziarie disponibili non consentono la realizzazione anche di opere civili necessarie per tale sperimentazione, ma sarà possibile eventualmente il suggerimento di tecniche più adeguate che dovranno essere utilizzate dalle aziende agricole. In particolare, l'intervento sperimentale sarà effettuato presso un'azienda agricola, individuata con l'ausilio della SOAT di Licata, che disponga già delle seguenti infrastrutture:

  • una o più serre e/o tunnels;
  • strutture per la raccolta delle acque piovane (dai tetti delle serre, tunnels o altro);
  • una vasca di accumulo e miscelazione delle acque da utilizzare per l'irrigazione;
  • un impianto di microirrigazione con ali gocciolanti (driplines);
  • un impianto di drenaggio tubolare.

Con l'attuazione della sperimentazione, sulla base delle disponibilità idriche aziendali di acqua piovana e delle colture da irrigare, sarà possibile valutare in sede locale le repliche dell'intervento in aree similari della regione e dell'area mediterranea. L'acqua che gli agricoltori della zona utilizzano per l'irrigazione proviene sia dal fiume Salso sia da risorse sotterranee (pozzi); l'azienda sarà scelta tenendo anche conto dell'approvvigionamento, preferibilmente di acque sotterranee, perché più rappresentative dell'irrigazione della zona.
Il monitoraggio della salinità sarà effettuato in una parcella irrigata con acqua aziendale (testimone) ed in altre, caratterizzate da diversi rapporti di miscelazione tra acqua salmastra ed acqua piovana. Per ogni parcella, in relazione al rapporto di miscelazione, si determinerà la salinità dell'acqua miscelata espressa dalla conducibilità elettrica (in dS/m), il volume di adacquamento, il diagramma temporale degli interventi irrigui e della lisciviazione (in base alla coltura da irrigare). Periodicamente, sarà monitorata la salinità del suolo della parcella e la salinità dell'acqua del collettore di drenaggio all'esterno della parcella. Saranno inoltre effettuate delle osservazioni sull'andamento dello sviluppo colturale e sulla quantità e qualità del prodotto a fine campagna.

FASE E: Attività di diffusione, formazione ed informazione.
  • Redazione del rapporto finale sulle attività svolte ed i risultati ottenuti, raffrontandoli anche con le altre esperienze mediterranee (pubblicazione);
  • Organizzazione di seminari, coinvolgendo altresì gli stakeholders locali che lavorano nell'ambito della salvaguardia e della razionalizzazione delle risorse idriche, nonché della tutela del suolo, al fine di informare sulle attività e diffondere i risultati;
  • Predisposizione di materiale divulgativo (brochures, spot televisivi, cartografia, etc.) sui temi della siccità e desertificazione, rivolto ad un'utenza più ampia (popolazione, scuole, imprenditori agricoli, Enti locali, etc.) al fine di trasferire i concetti legati al risparmio idrico, alla lotta alla desertificazione ed all'uso sostenibile ed equo delle risorse acqua e suolo;
  • Predisposizione di un'apposita sezione all'interno del sito web dell'Ufficio (www.osservatorioacque.it), fondamentale strumento di diffusione ed informazione a livello di tutte le utenze, da collegarsi eventualmente con il sito web ufficiale del CNLSD;
  • Attività di gemellaggio internazionale con il Niger. La Regione Sicilia aderisce all'iniziativa di gemellaggio proposta dai termini di riferimento dell'Accordo e mette a disposizione le proprie risorse tecniche e scientifiche per intervenire in aiuto della realizzazione di specifici obiettivi nelle aree segnalate. Tra le possibili alternative previste ed alla luce delle informazioni attualmente disponibili, la situazione del Burkina Faso è sembrata la più idonea allo svolgimento di un'attività di gemellaggio. La programmazione delle attività da realizzare verrà, comunque, effettuata in collaborazione con il Segretariato ONU della Convenzione per la lotta alla siccità e alla desertificazione e con gli operatori delle ONG italiane attive nel territorio del progetto. Rimane dichiarata, pertanto, una totale disponibilità della Regione Sicilia a sviluppare una forma di gemellaggio con il Niger, in piena armonia con il Segretariato ONU e le organizzazioni non governative presenti sul territorio oggetto dell'intervento.
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