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Il progetto integrato RISMED
Negli ultimi decenni, il degrado ambientale del bacino del Mediterraneo, ha subito un'accelerazione, mettendo in moto delle tendenze irreversibili, tra cui:
  • La perdita di preziosi terreni agricoli a causa dell'urbanizzazione e della salinizzazione. Più dell'80% delle zone aride e secche sono colpite dalla desertificazione e le conseguenze saranno ancor più aggravate dall'impatto del cambiamento climatico;
  • Lo sfruttamento all'eccesso delle risorse d'acqua, già minacciate dall'impoverimento e dal degrado;
  • Il peggioramento degli standard urbani di vita e di salute a causa della congestione del traffico, dell'inquinamento acustico, della cattiva qualità dell'aria e della rapida crescita della produzione di rifiuti;
  • L'inquinamento delle aree costiere e marine, l'edificazione e/o l'erosione dei litorali e l'impoverimento delle risorse ittiche;
  • La perdita di paesaggi senza eguali e la biodiversità della regione; coste densamente popolate ad aree emarginate dell'entroterra, a causa di un eccessivo sfruttamento o in altri casi per abbandono.
In aggiunta a tutto ciò, la storica presenza di notevoli deficit idrici, la necessità di far fronte alla domanda ed ai fabbisogni di risorsa idrica non solo in ambito regionale ma anche extraregionale, unitamente all'esigenza di assicurare la disponibilità della stessa nelle aree con scarse fonti di approvvigionamento oltre che nei periodi siccitosi, ha portato allo sviluppo di sistemi idrici complessi sia per le caratteristiche tecniche delle strutture ed opere che li caratterizzano, sia perché essi comportano ingenti trasferimenti di risorse idriche tra Regioni contermini e tra realtà fisiche differenti.
Appare evidente che l'individuazione di tecniche di gestione razionali e sostenibili di tali sistemi costituisce un obiettivo di importanza primaria al fine di garantire sia la salvaguardia degli aspetti fisico-ambientali dei terrori interessati da sistemi idrici complessi, sia lo sviluppo socio-economico equilibrato e sostenibile degli stessi ambiti territoriali.
L'obiettivo generale del Progetto integrato è quello di implementare, in coerenza con la Direttiva CE 2000/60, con la Convenzione delle Nazioni Unite sulla Lotta alla desertificazione (UNCCD) e con i principi di Agenda 21 (Summit di Rio e Johannesburg), a partire dal sistema di governance delle risorse idriche ad oggi sviluppato, un modello di gestione del sistema idrico che interessi un ampio territorio dell'Italia meridionale e un ampio territorio dei Paesi partner.  L'intervento sarà realizzato attraverso l'organizzazione di un processo di cooperazione regionale fondato sulla partecipazione e concertazione delle attività dei soggetti pubblici e privati competenti in materia di pianificazione e gestione delle risorse idriche, dei soggetti deputati alla pianificazione e programmazione dello sviluppo socio-economico del territorio, dei soggetti deputati alla conoscenza e alla caratterizzazione del sistema fisico, degli utilizzatori delle risorse idriche, anche facendo ricorso a recupero e valorizzazione del sistema delle conoscenze tradizionali, al fine di assicurare un uso sostenibile e solidale delle risorse idriche salvaguardando le caratteristiche quali-quantitative delle stesse oltre che, ovviamente, gli aspetti fisico-ambientali dei territori interessati in relazione ai presidi e alle pratiche culturali tradizionali.
Il Programma è stato attivato secondo tre sub-progetti:

PAESE LOCALITA' BREVE DESCRIZIONE AZIONI
Egitto El Beheirah Programma per la salvaguardia, la razionalizzazione e l'uso efficiente delle risorse idriche.
Il sottoprogetto intende promuovere l'utilizzo, a livello centrale e locale di criteri di pianificazione territoriale integrata finalizzati al corretto utilizzo della  risorsa idrica sia ai fini potabili che irrigui, in linea con quanto contenuto nella Direttiva Quadro europea 2000/60, attraverso la messa a punto di tecniche per l'utilizzo di acque salmastre e/o non convenzionali in generale (sia a scopo irriguo che potabile).
Intende altresì formare un nucleo di quadri ed ingegneri a livello ministeriale, a livello di Governatorato e a quello di utente che sappia trasferire i concetti di gestione finalizzata sia al risparmio idrico che alla lotta alla desertificazione ad un pubblico più vasto (formazione di formatori).
Marocco Chaoiua Ouardigha (Sahel e Berrechid) Avvio di azioni tutela e gestione integrata delle risorse idriche in un quadro urbanistico complesso e assistenza per l'introduzione di tecnologie ambientale: l'area industriale di Sahel e di Berrechid nella Regione di Chaouia Ourdigha.
Il sottoprogetto intende  accompagnare la Regione di Chaouia Ouardigha e tutti gli Enti portatori di interessi nel percorso di sviluppo delle aree industriali siano esse esistenti, da riqualificare oppure ancora da realizzarsi facendo attenzione alla tematica dell'uso della risorsa idrica.
Contestualmente allo sviluppo delle aree industriali, avviare un programma di monitoraggio dei reflui prodotti dall'industria da destinare a fini irrigui e sia di sensibilizzare la comunità locale ad un uso sostenibile della risorsa; le aree industriali in oggetto possono trovarsi infatti in prossimità di aree ad alta suscettività ambientale
Tunisia Nabeul e Kairouan Lotta alla desertificazione: razionalizzazione delle risorse idriche con gli attori locali e uso sostenibile delle falde con particolare attenzione al tema della ricarica artificiale.
Il sottoprogetto intende affrontare la difficile tematica della lotta alla desertificazione attuando studi e progetti pilota per la razionalizzazione dell'uso dell'acqua in agricoltura mediante la valorizzazione e diffusione delle pratiche tradizionali ma soprattutto attraverso studi e progetti pilota per lo sviluppo e la diffusione della ricarica artificiali degli acquiferi. Elemento importante di progetto sarà il coinvolgimento degli attori locali nella pratica di ricarica artificiale delle falde attraverso lo sviluppo di strumenti e metodi partecipativi.
Il Progetto Integrato affronta quindi il tema della salvaguardia e gestione della risorsa idrica sotto tre aspetti:
  • quello della governance istituzionale e della pianificazione della gestione, in linea con le direttive comunitarie più recenti in materia;
  • quello dell'utilizzo della risorsa a fini potabili ed agricoli: innovazione tecnologica e buone pratiche;
  • quello dell'utilizzo della risorsa a fini industriali: innovazione tecnologica e buone pratiche.
Questi tre aspetti sono affrontati in tutti i sottoprogetti, approfondendo però in maniera differente uno o più aspetti in ciascun paese in base alle esigenze e caratteristiche proprie del territorio scelto, in base alle attività pregresse e già in atto da parte delle Regioni, e non ultimo in base alla esigenze espresse da parte dei partner locali di riferimento. Presupposto culturale di fondo è ovviamente quello della scarsità della risorsa acqua e dei problemi relativi:
  • come pianificare il territorio per la captazione e la gestione senza depauperare le riserve?
  • come amministrare la risorsa idrica per non sprecarla sia negli usi domestici, che agricoli ed industriali?
  • come far fronte ai problemi naturali di avanzamento del processo di desertificazione dei territori e di salinizzazione delle falde?
  • come sviluppare le attività economiche in genere introducendo innovazione finalizzata al recupero della risorsa?
Il progetto è stato così strutturato proprio al fine di sviluppare logiche di integrazione sia a livello italiano sia a livello dei partner locali: le Regioni si daranno metodi comuni di lavoro, opereranno insieme nei medesimi territori con ruoli e funzioni diverse, ma dovranno dialogare e confrontarsi per affrontare attività e problematiche fortemente interconnesse ma in territori differenti.
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