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Descrizione
Il CIPE, con tre delibere rispettivamente n. 17 e n. 83 del 2003 e n. 20 del 2004, recanti "Ripartizione delle risorse per interventi nella aree sottoutilizzate - triennio 2003-2005", ha assegnato 28 milioni di Euro al Ministero degli Affari Esteri per il finanziamento di un "Programma di Sostegno alla Cooperazione Regionale".
Il "Programma" ha come obiettivo l'accrescimento delle competenze e delle capacità organizzative e gestionali di cooperazione istituzionale delle Regioni nell'ambito dei processi di cooperazione decentrata, con riferimento e in coerenza con i nuovi strumenti europei per la promozione della cooperazione di prossimità e decentrata nel Mediterraneo e nei Balcani.
In quanto strumento di empowerment, il Programma si articola in interventi interregionali integrati, da realizzare nel 2007-2008 nelle aree dei Balcani occidentali e della sponda sud del Mediterraneo, tesi a promuovere la collaborazione economica, sociale, scientifica, tecnologica, formativa e culturale con tali Paesi. Conseguentemente, ulteriore obiettivo è il rafforzamento del partenariato fra le Regioni italiane, del partenariato con le autorità centrali e territoriali delle due aree di riferimento in vista della promozione di una collaborazione di lungo periodo, così come la maggiore animazione e il maggior coinvolgimento dei soggetti tecnici attivi sui territori regionali.
Nell'ambito dell'APQ Balcani - Linea d'intervento 2.3 "Ambiente e Sviluppo Sostenibile", le Regioni Basilicata (RUP), Puglia, Toscana, Sicilia, Sardegna, Calabria hanno predisposto il Progetto Integrato "Progetto per la riqualificazione ambientale del bacino di Scutari" approvato in sede CIM il 29 novembre 2006 ed il 01 ottobre 2009 nella versione aggiornata.
Nel P.I. intervengono una pluralità di tipologie di soggetti:
  1. Il Ministero degli Affari Esteri (MAE), sia in qualità di autorità finanziatrice e di direzione del Programma nel suo complesso, sia come soggetto istituzionale deputato alla promozione, sviluppo e attuazione della cooperazione italiana
  2. Il Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE ex MEF)
  3. La Regione Piemonte in qualità di Responsabile di APQ Balcani (RAP Balcani).
  4. L%u2019Osservatorio Interregionale per la Cooperazione allo Sviluppo in qualità di Beneficiario finale (OICS).
  5. La Regione Basilicata Capofila di Linea d'intervento 2.3  (RUP)
  6. La Regione responsabile del subprogetto
  7. Le Regioni partecipanti alla Linea d'intervento 2.3 APQ Balcani
  8. I soggetti realizzatori identificati dalle Regioni in fase di progettazione
  9. Le istituzioni centrali, locali e i partner tecnici del Paesi e dei territori target del P.I.
  10. L' Ambasciata e l'Unità Tecnica Locale nel Paese target del P.I.
Il Lago di Scutari è un patrimonio naturale, storico e culturale comune alla Repubblica albanese e a quella montenegrina di rilevanza mondiale. Esso costituisce, infatti, la più grande zona umida abitata di cui 2/3 appartengono al Montenegro e il rimanente 1/3 all'Albania. Il Montenegro nel 1983 riconobbe il Lago di Scutari come Parco Nazionale e ne affidò la gestione all'ente pubblico "Parco Nazionale del Montenegro".
Dal 2005 anche il governo albanese ha riconosciuto il Lago come una riserva naturale e istituito delle misure protettive. Attualmente la riserva è gestita dal Ministero dell'Ambiente, dei Boschi e dell'Acqua.
L'area di Scutari rappresenta oggi, sia da un punto di vista economico-politico che ambientale, un'area altamente strategica e quindi ideale per localizzare un intervento  di cooperazione internazionale su scala regionale.
La fragilità strutturale ed un passato periodo di scarsa tutela ambientale del territorio unitamente alle potenzialità turistiche dell'area ne fanno un territorio di grande attenzione dove la Regione ha posto alcuni esigenze di interventi prioritari.
La rilevanza e la autorevolezza delle cooperazioni internazionali attualmente coinvolte in progetti nel settore specifico della tutela e gestione ottimale della risorsa idrica nell%u2019area di Scutari  ne è infatti  una valida testimonianza; ma gli scarsi risultati ottenuti richiedono un intervento strutturato in modo diverso da quelli in corso.
E' emersa quindi dai partner locali la necessità di strutturare sia da un punto di vista formale che metodologico, uno "strumento pianificatorio" in grado di supportare l'amministrazione locale in primis ma anche quella centrale preposta (Ministero Ambiente e quello delle Autorità locali) nell'azione di coordinamento e monitoraggio degli interventi in corso e previsti.
Le azioni si inseriscono quindi in una esigenza espressa a livello locale di mettere a sistema gli interventi di cooperazione e non, in tema di riqualificazione e salvaguardia della risorsa ambientale anche con l'intento d valorizzazione l'area dal punto di vista turistico e promuovere in questo modo anche nel versante albanese la realizzazione di attività che mirino a proteggere l'area. 
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