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Obiettivi
Il CIPE, con tre delibere rispettivamente n. 17 e n. 83 del 2003 e n. 20 del 2004, recanti "Ripartizione delle risorse per interventi nella aree sottoutilizzate "triennio 2003-2005", ha assegnato 28 milioni di Euro al Ministero degli Affari Esteri per il finanziamento di un "Programma di Sostegno alla Cooperazione Regionale".
Il "Programma" ha come obiettivo l'accrescimento delle competenze e delle capacità organizzative e gestionali di cooperazione istituzionale delle Regioni nell'ambito dei processi di cooperazione decentrata, con riferimento e in coerenza con i nuovi strumenti europei per la promozione della cooperazione di prossimità e decentrata nel Mediterraneo e nei Balcani.
In quanto strumento di empowerment, il Programma si articola in interventi interregionali integrati, da realizzare nel 2007-2008 nelle aree dei Balcani occidentali e della sponda sud del Mediterraneo, tesi a promuovere la collaborazione economica, sociale, scientifica, tecnologica, formativa e culturale con tali Paesi. Conseguentemente, ulteriore obiettivo è il rafforzamento del partenariato fra le Regioni italiane, del partenariato con le autorità centrali e territoriali delle due aree di riferimento in vista della promozione di una collaborazione di lungo periodo, così come la maggiore animazione e il maggior coinvolgimento dei soggetti tecnici attivi sui territori regionali.
 
Obiettivi generali:
Contribuire alla condivisione di sistemi e metodi e allo sviluppo di un sistema razionale di gestione della risorsa idrica e della tutela del suolo nel quadro della lotta alla desertificazione nelle regioni del Mediterraneo per il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali.

Obiettivo specifico:
Contenere il rischio idrogeologico nelle aree a rischio di desertificazione recuperando zone agricole marginali e favorendo lo scambio di conoscenze tradizionali nel miglior utilizzo della risorsa idrica.
I sotto-obiettivi concordati con i partner tunisini sono:
  • Ristabilire gli equilibri idrodinamici delle falde sotterranee attraverso la valorizzazione delle acque di superficie  e l'aumento del potenziale degli acquiferi sotterranei;
  • Preservare e migliorare la qualità fisico-chimica delle acque di falda salata e delle falde sovra utilizzate a rischio di salinizzazione;
  • Migliorare la qualità dei servizi forniti dagli attori competenti e fornire dei modelli scientifici per essere riutilizzati dalle amministrazioni e dalle comunità scientifiche locali;
  • Messa a punto di una serie di metodologie/modelli/indicatori e strumenti atti a diffondere i risultati conseguiti e a valutare l'impatto della ricarica dell'impatto della ricarica delle falde attraverso le acque usate e trattate;
  • Miglioramento del sistema di gestione partecipativa per la conduzione di operazioni di ricarica artificiale delle risorse idriche, anche in agricoltura;
  • Scambio e diffusione di buone pratiche al fine di assicurare la conservazione delle risorse  e dei suoli e anche valorizzando sia i sistemi di conoscenza tradizionali in materia di gestione delle risorse idriche, sia il patrimonio cultura del bacino del Mediterraneo.
Ricadute regionali:
Per le regioni italiane coinvolte, il sub-progetto rappresenta  l'opportunità di consolidare i rapporti di partenariato in territori già in parte presidiati, in questo caso dalla Regione Sicilia.
In particolare, il sistema delle regioni coinvolte nel progetto potrà acquisire, anche attraverso le attività di networking e di raccordo previste per la gestione del Progetto Integrato, una valida metodologia di lavoro per la trasferibilità delle esperienze. Ciò appare ancora più vero in considerazione del fatto che valore aggiunto del progetto integrato è la comune matrice "salvaguardia e valorizzazione della risorsa idrica", elemento strategico ed emergenziale in tutti e tre i paesi d'intervento ma che nel progetto viene affrontato in modo differente proprio in virtù delle diverse componenti che assume in ciascun paese.
In Tunisia, dove prevalente è la scarsità, rispetto agli altri paesi, viene affrontato il tema dell'innovazione come strumento a supporto dei sistemi naturali di approvvigionamento (acquiferi).
Le esperienze maturate dalla regioni nelle tre differenti componenti potranno successivamente essere "travasate" da una realtà all'altra laddove si manifestano condizioni similari, valorizzando appieno il tema della integrazione contenutistica e metodologica.   La tematica dell'emergenza idrica, più volte ribadita anche dalle grandi organizzazioni internazionali, affrontata in modo così trasversale ed integrato aprirà la strada alla definizioni di future azioni di maggiore estensione territoriale e di maggiore complessità, in risposta a quelle che sono da una parte le richieste di partner locali e dall'altra le priorità espresse dai donors internazionali, Banca Mondiale, Unione Europea,  ecc. nei loro documenti strategici.

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