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Proposta progettuale
Nell'ambito del progetto, l'Osservatorio delle Acque svolgerà le sue attività relativamente alle seguenti attività di progetto:
  • Attività 2 - Azioni per la costituzione del Laboratorio Interregionale Sperimentale per lo Sviluppo Sostenibile nel Mediterraneo;
  • Attività 3 - Scambi di esperienze e buone pratiche tra operatori italiani e tunisini riferite al Sistema delle Conoscenze Tradizionali nel settore della lotta alla desertificazione;
  • Attività 5 - Realizzazione di un'iniziativa pilota in Sicilia finalizzata al monitoraggio dei fenomeni alla scala locale (di bacino idrografico) e puntuale (di azienda agricola) e al supporto alla decisioni per la gestione sostenibile dei sistemi agroforestali nella aree ad alta vulnerabilità alla desertificazione;
  • Attività 6 - Elaborazione di uno studio di impatto sulla ricarica artificiale con acque reflue trattate degli acquiferi di Cap Bon (siti di Korba e Oued Souhil);
  • Attività 7 - Studio sulla possibilità di messa in pratica di dispositivi di ricarica (bacini di infiltrazione, condotte di trasporto acqua, etc.) e studi sugli effetti revisionali della ricarica sul comportamento della falda della costa orientale di Cap Bon attraverso le acque convenzionali dalla diga del Nord (Gov. di Nabeul) e di Sisseb (Gov. Kairouan);
  • Attività 8 - Capacity building.
Il budget complessivo a disposizione dell'Osservatorio delle Acque è di Euro 269.553,48, suddiviso tra Euro 234.394,33 (risorse FAS complessive), Euro 11.719,72 (cofinanziamento regionale - 5% cash) ed Euro 23.439,43 (cofinanziamento regionale - 10% in kind).
L'attività di coordinamento, che comprende le azioni di avvio e chiusura del progetto oltre che le attività di coordinamento periodico tra i partecipanti italiani e tunisini al progetto, sarà svolta dalla regione Basilicata, in qualità di capofila del progetto integrato e dall'OICS; il budget previsto è di Euro 27.210,33, come aliquota (33%) degli 81.760,22 Euro previsti per il partner Sicilia (ARRA, ARPA e INGV) destinati all'attività di coordinamento.
Ciò premesso, il budget effettivo a disposizione per le attività progettuali è di Euro 242.343,15.

Attività in Sicilia
Le attività progettuali si inquadrano in 2 distinte fasi:
  1. Fase preliminare: ricerche e studi (analisi conoscitiva);
  2. Fase operativa: progetto pilota.
Nell'ambito della fase 1, l'attività prevede l'inquadramento idrogeologico della piana di Licata (raccolta delle informazioni esistenti sui sistemi acquiferi del territorio).
In particolare:
Sarà acquisita presso gli Enti locali (Amministrazioni, Università, Enti di ricerca, etc.) la cartografia tematica (geologica, idrogeologica, etc.) disponibile, nonché le pubblicazioni scientifiche relative all'area di interesse; sarà quindi effettuata la relativa analisi idrogeologica. Saranno acquisite tutte le informazioni stratigrafiche ed idrogeologiche relative agli acquiferi di interesse: caratteristiche tecniche dei pozzi, prove di emungimento effettuate, parametri idrodinamici (trasmissività, coefficiente di immagazzinamento, etc.), misure di portata in sorgenti e gallerie drenanti, parametri chimico-fisici delle acque (conducibilità, temperatura, etc.).
Nell'ambito della fase 2, l'attività prevede la scelta di un acquifero della piana di Licata, l'analisi del comportamento ed il monitoraggio quali-quantitativo delle risorse idriche ivi presenti, sia a livello di bacino che a livello puntuale (aziendale).
In particolare:
Sulla base dell'analisi conoscitiva effettuata nella fase preliminare, sarà scelto, in sinergia con l'ARPA e con l'INGV, un acquifero con caratteristiche idrogeologiche ed ambientali confrontabili con quelle degli acquiferi dell'area tunisina di interesse, tenendo conto delle relative problematiche tecniche e socio-economiche presenti (intrusione marina, salinizzazione dei suoli, salinità delle acque, erosione dei suoli, etc.). Acquisiti tutti gli elementi caratterizzanti l'acquifero (geometria, profondità del substrato, spessore del saturo, trasmissività, etc.), si procederà alla quantificazione delle riserve idriche (permanenti, regolatrici). Successivamente si procederà alla stesura del bilancio idrico a scala di bacino al fine di valutare la ricarica media dell'acquifero; infine, la ricarica sarà correlata all'entità dei prelievi al fine di valutare il comportamento dell'acquifero in fase di sfruttamento. Sarà altresì avviato un monitoraggio dei parametri quali-quantitativi della falda al fine di controllare costantemente l'evoluzione nel tempo dello stato dell'acquifero. Contestualmente, sarà scelta un'azienda agricola, rappresentativa per dimensioni, tipologia di coltivazione, tecnica di irrigazione, etc. Sarà effettuato, quindi, uno studio pilota a livello aziendale (es. monitoraggio della salinità del suolo in azienda irrigata con acque piovane miscelate con le acque salmastre locali o reflue trattate) al fine di una migliore gestione delle risorse idriche ivi presenti, favorendo l'eventuale ricarica dell'acquifero.

Attività in Tunisia
Le attività progettuali si inquadrano in 2 distinte fasi:
  1. Fase preliminare: ricerche e studi (analisi conoscitiva);
  2. Fase operativa: progetto pilota.
Nell'ambito della fase 1, l'attività prevede l'acquisizione delle informazioni sulle caratteristiche idrogeologiche dell'area di interesse della Tunisia (Governatorato di Nabeul e Kairouan) e lo studio idrogeologico sugli acquiferi di Cap Bon (Governatorato di Nabeul).
In particolare:
Sarà acquisita, anche presso gli Enti locali (Ministero dell'Agricoltura e delle Risorse Idriche, Università, etc.), la cartografia tematica (geologica, idrogeologica, etc.) disponibile, nonché le pubblicazioni scientifiche relative all'area di interesse, al fine di un'analisi delle conoscenze esistenti sui sistemi idrici sotterranei. Saranno acquisite tutte le informazioni relative ai pozzi esistenti nell'area tunisina in studio e successivamente saranno scelti i fori idonei per l'esecuzione dei sondaggi geofisici attraverso indagini in campo con la strumentazione per logs in foro: acquisizione a varie profondità di parametri chimico-fisici (temperatura, conducibilità, emissione gamma, suscettività magnetica, resistività del terreno, etc.), interpretazione dei dati e relativa restituzione cartografica.
Saranno scelti, inoltre, 4 fori significativi in cui verranno installate 4 stazioni freatimetriche in telemisura per l'acquisizione in continuo dei principali parametri chimico-fisici. Una volta avviato il monitoraggio, i dati potranno essere scaricati tramite pc portatile dal datalogger della stazione e saranno comunque trasmessi giornalmente al CED dell'Osservatorio delle Acque attraverso sms tramite sistema GPRS.
Saranno acquisiti, infine, i dati meteopluviometrici disponibili relativi alle eventuali stazioni di monitoraggio esistenti nel territorio in studio per le successive elaborazioni inerenti lo studio idrogeologico previsto.
Nell'ambito della fase 2, l'attività prevede l'analisi del comportamento ed il  monitoraggio quali-quantitativo degli acquiferi dell'area tunisina in studio (Cap Bon).
In particolare:
Sulla base dell'analisi conoscitiva effettuata nella fase preliminare, sarà avviato un monitoraggio in continuo dei parametri quali-quantitativi degli acquiferi di Cap Bon al fine di controllare costantemente il loro stato nel tempo. Tale monitoraggio sarà effettuato anche attraverso la continuità delle specifiche indagini (logs in foro) condotte con l'impiego di strumentazione di alta specializzazione di cui l'Ufficio dispone.
Tutto ciò consentirà di definire le caratteristiche delle principiali idrostrutture, le modalità di deflusso idrico sotterraneo e di valutare l'impatto ambientale e socio-economico della ricarica artificiale con acque convenzionali (acque della diga del Nord e di Sisseb) e non convenzionali (acque reflue trattate) degli acquiferi di Cap Bon. Infine, saranno valutate le modalità di ricarica artificiale, con l'intento di migliorare l'efficienza e le modalità di deflusso idrico sotterraneo, con l'intento di salvaguardare ed utilizzare in modo efficiente le risorse idriche disponibili.

Obiettivi e considerazioni
Conclusa la fase di studio ed analisi, si avrà una conoscenza più dettagliata degli acquiferi e delle interazioni con l'ambiente esterno. L'analisi dei dati rilevati dai punti di controllo consentirà di rilevare possibili parametri sullo stato di sostenibilità delle strutture idrogeologiche, nonché di promuovere ed avviare specifici studi applicativi al fine di giungere ad un modello di gestione ottimale e sostenibile delle risorse idriche sotterranee, anche in previsione e prevenzione del rischio di desertificazione.
Ciò consentirà di identificare gli indicatori (parametri chimico-fisici più significativi) idonei a caratterizzare il loro comportamento e l'evoluzione nel tempo.
Saranno quindi elaborate linee guida al fine di supportare l'organizzazione di un sistema integrato di gestione delle risorse idriche e la redazione di piani d'azione operativi, ed al fine di dare un indirizzo tecnico, sul corretto ed equilibrato uso delle risorse idriche nell'ottica della salvaguardia ambientale, sia agli Enti competenti in materia di risorse idriche, sia agli imprenditori agricoli.












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